La Valle del Reno è stata protagonista indiscussa dei tragici eventi legati alla seconda guerra mondiale. Due sono principalmente i filoni che si possono seguire, attraverso itinerari di impatto forte e suggestivo:
- La resistenza, che riguarda gli episodi di scontri e di rappresaglia di cui Marzabotto, il parco di Monte Sole ma più in generale tutta la montagna è stata protagonista e per i quali ha versato un prezzo in termini di vite umane altissimo.
- Il fronte, ovvero tutto quello che riguarda i combattimenti tra esercito regolare tedesco e l’avanzata degli alleati dal sud Italia, con particolare riferimento alle battaglie della zona di Iola, Montese e Grizzana, ad opera dei soldati brasiliani e sud-africani;
Questa sezione è dedicata al primo itinerario, La Resistenza. Nella categoria Trekking e Ciclismo Alto Reno è possibile scorrere l’itinerario Il Fronte.
La memoria è ciò che ci rende vivi, non esiste vita senza memoria. Un insieme di ricordi definisce una persona e i ricordi di tante persone raccontano la storia. Non dobbiamo dimenticare per non perdere noi stessi e il senso che ci rende umani, e italiani.
Il nome Marzabotto riporta al 29 settembre del 1944 e al sangue che caratterizzò quel giorno. Le stragi naziste negli ultimi anni della guerra riecheggiano ancora con forza sebbene quasi sopraffatti dalla bellezza della cornice in cui sono state commesse. Per passeggiate ricche di una natura intatta che silenziosamente ha cucito le ferite di una guerra che a neanche un secolo di distanza sembra essere stata possibile, seguirete le vicende di quel periodo terribile fino alla cima di Monte Sole.
Tempo richiesto: Una giornata.
Distanza percorso completo A/R da Pian di Venola: 17 km.
Fattibilità: Automuniti + Trekking, oppure Treno + Biking.
Descrizione del percorso: Partendo da Bologna con un agevole percorso di 30 km lungo la strada Porrettana si arriva nella cittadina di Pian di Venola (qui link percorso auto) analogamente partendo da Pistoia ma con un tragitto lungo il doppio (qui link percorso auto). Pian di Venola è perfettamente servita anche dal treno, sul quale potete caricare anche le biciclette.
Da Pian di Venola si raggiunge il parco storico di Monte Sole che dista circa 7 km e 20 minuti di macchina (qui link percorso auto e bici). Si può anche fare una sosta, poco di Pian di Venola, arrivando da Bologna, presso il paese di Marzabotto (qui la posizione gps). Qui potrete gustare la pace di un paese circondato dalla natura e visitare la Casa della Cultura e della Memoria: sede sia del centro di documentazione per lo studio delle stragi nazi-fasciste e delle rappresaglie di guerra sia dell’archivio storico del comune di Marzabotto e della raccolta d’arte “Pittura della Memoria”.
Cosa vedere e cosa fare al parco di Monte Sole:
Arrivati al parco di Monte Sole, partendo dal centro visite il Poggiolo, che è anche hotel ristorante, potrete iniziare il Memoriale. Suggeriamo di lasciare l’automobile nell’ampio parcheggio adiacente il Poggiolo e proseguire a piedi.
A pochi passi dal Poggiolo si trova l’omonimo centro visite, in cui è possibile visionare diverso materiale sul parco di Monte Sole. Da qui inizia l’itinerario che collega tutte le località che sono state protagoniste dei tragici fatti che, dal 29 settembre al 5 ottobre del 1944, portarono alla morte di 770 persone, in prevalenza donne, anziani e bambini, trucidati dalle truppe nazifasciste in rappresaglia alle operazioni partigiane della brigata Stella Rossa, che operava nella zona. Ogni località di Monte Sole riporta la sua storia su targhe commemorative sia in italiano che inglese. Il percorso è semplice ed adatto a tutti.
A pochi metri sopra il centro visite si trova, proprio sul crinale di fronte a una grossa lapide riportante la mappa del parco, il primo bivio (qui la posizione).
Proseguendo a destra, dopo pochi metri, si raggiunge ciò che resta di San Martino di Caprara e il relativo cimitero. I ruderi di quello che era San Martino si trovano a sinistra della strada, il cimitero a destra. Prima della guerra questa località era composta da una grande casa colonica, una chiesa e diversi altri edifici, il tutto circondato da campi coltivati. Il 30 settembre 1944 le truppe nazifasciste radunarono davanti alla grande casa una cinquantina di persone, quasi tutte donne e bambini, e li abbatterono a colpi di mitragliatrice, per poi bruciare i corpi, la casa e la chiesa. Sotto a ciò che resta di San Martino vi è l’omonimo cimitero. Qui una lapide ricorda il ritrovamento del parroco di Sperticano e combattente tra le fila partigiane Don Giovanni Fornasini, medaglia d’oro al valore militare. Anche l’interno del cimitero fu teatro di fucilazioni sommarie e massacri di innocenti, come riportano le targhe commemorative e i fori di proiettili ancora presenti sulla facciata esterna della cappella centrale.
Proseguendo lungo la strada sterrata, poco più avanti si trova la Pozza Rossa, così chiamata per le acque ferruginose che vi ristagnano, dove fu rinvenuto il corpo di Don Ferdinando Casagrande, inizialmente uno dei pochi superstiti delle stragi di Monte Sole, e di una delle sue sorelle.
A questo punto occorre tornare indietro fino al bivio principale (qui la posizione), per poi risalire verso le località di Caprara e di Casaglia. Dopo alcuni minuti di cammino di crinale, superata la croce che domina la valle sottostante, si raggiungono i ruderi di Caprara di Sotto e Caprara di Sopra. Da qui parte anche il sentiero che porta in vetta a Monte Sole e al cippo commemorativo della brigata Stella Rossa. La storia di Caprara di Sopra non è molto diversa da quella di San Martino. Anche qui i tedeschi arrivarono il 29 settembre 1944, rinchiusero circa quaranta civili dentro una delle case e le massacrarono lanciando dalle finestre le bombe a mano, sparando a raffica su chiunque cercasse di fuggire. Gli edifici furono poi rasi al suolo. A Caprara di Sotto, invece, quasi tutta la famiglia Moschetti venne sterminata dagli attacchi della artiglieria, mirati a schiacciare i partigiani che combattevano più in vetta.
Dopo la visita ai borghi di Caprara, il percorso arriva al suo culmine con la visita alla chiesa e al cimitero di Casaglia. Qui la ferocia nazifascista raggiunse forse il suo apice. In seguito ai massacri delle case sparse di cui sopra, un gran numero di civili si radunò nella grande chiesa, convinti che i tedeschi avrebbero cercato solamente i partigiani. Il 29 settembre 1944 le SS sfondarono le porte della chiesa, rastrellarono circa novanta persone, per poi condurle al poco distante cimitero di Casaglia. Il parroco Don Ubaldo Marchioni e alcuni altri civili, tra cui una ragazza disabile, furono assassinati in chiesa, che venne poi data alle fiamme. Nel cimitero donne, vecchi e bambini furono ammassati contro le pareti della cappella interna. I più piccoli davanti, i più grandi dietro, come in una macabra fotografia. Dai tedeschi negli angoli viene aperto il fuoco con mitra e bombe a mano. In pochissimi si salvarono, rimanendo coperti dai cadaveri dei compaesani.
Ogni 25 aprile, a Monte Sole, si svolge una grande manifestazione per commemorare la festa di liberazione nazionale.
Il percorso offre sia un viaggio nella recente storia italiana, sia una immersione nella natura più incontaminata, 1/3 delle varietà floristiche dell’Emilia Romagna sono presenti nel parco ma non solo: cervi cinghiali caprioli e daini vi spieranno silenziosamente spingendovi ad immergervi in una riflessione che porta a un benessere più profondo.
- Published: 25 Aprile 2025
