L’origine del santuario risale ad un periodo compreso fra la fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo. Sorse, come la maggior parte dei santuari della montagna, per la presenza su di un acero di un’immagine della Madonna che si cominciò e dire facesse miracoli. L’edificio fu costruito attorno a quell’albero il cui tronco è ancor oggi contenuto nella parte posteriore dell’altar maggiore, e sull’albero è ancora appesa l’immagine della Madonna, rinnovata ad olio nell’Ottocento.

Suggeriamo di unire la visita a questo santuario con la passeggiata verso le cascate del Dardagna, distanti circa 40 minuti a piedi. Per maggiori informazioni scorrere il percorso “Le sette Cascate” nella sezione Trekking e Ciclismo Corno.

Nel 1710 l’amministrazione del santuario venne affidata a dodici uomini di Rocca Corneta assieme al curato, mentre dal 1950 è santuario arcivescovile.

La costruzione è frutto di successivi ampliamenti seicenteschi del primitivo e più piccolo oratorio.

L’interno, in lieve salita, è coperto a capriate lignee. Nel primo altare a destra, in alto si trovano alcuni ex voto dipinti, il più antico dei quali risale al 1608. Le statue lignee sono dette i Brunori, risalgono al secolo XVI e rappresentano l’ex voto per uno scampato pericolo.

Nei secoli XVII-XIX il santuario fu custodito dal “romitto”, l’eremita che risiedeva nel piccolo romitorio, poi completamente trasformato.

La festa principale si celebra il 5 agosto di ogni anno, nel giorno popolarmente detto della Madonna della Neve.

Dietro l’altar maggiore, dotato di una bella ancona barocca, si trova un piccolo organo ottocentesco.

Cenni storici a cura di Renzo Zagnoni.

  • Published: 24 Aprile 2025

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