Pieve di San Mamante

Lizzano in Belvedere

Suggeriamo di unire la visita a questo santuario con la visita completa al centro di Lizzano in Belvedere. Per maggiori informazioni scorrere nella sezione Parco del Corno alle Scale.

Quella di San Mamante di Lizzano è l’unica pieve della montagna bolognese di cui si conosca il momento preciso della fondazione, a metà del secolo VIII. Venne costruita da Sant’Anselmo abate di Nonantola, da cui dipendeva la “massa” di Lizzano, col concorso degli abitanti del luogo.

Fu fin dalle origini chiesa battesimale: di quel primitivo periodo è conservato il piccolo edificio a base ellittica a sinistra dell’attuale edificio, che ebbe molto probabilmente funzione di battistero.

Questo antichissimo edificio fu probabilmente costruito, verso la metà del secolo VIII poco dopo la donazione da parte di Astolfo, re dei Longobardi, della massa di Lizzano con i villaggi che la contornavano al cognato Anselmo, primo abate di Nonantola. Per dotare gli abitanti di questo territorio di una chiesa battesimale, lo stesso Astolfo costruì la prima pieve di San Mamante, con l’aiuto della popolazione locale. È probabile che la rotonda fosse edificata assieme alla stessa pieve e che, fin dalle origini, svolgesse la funzione di battistero, un edificio tipico delle chiese battesimali medievali. Per questi motivi in origine fu probabilmente dotata di vasca per il battesimo ad immersione.

Dopo aver perso la sua funzione originaria, dal Cinquecento e fino al secondo dopoguerra l’edificio servì da base del campanile della pieve, con la quale comunicava per mezzo di una piccola porta, riaperta in occasione dei restauri del 1960, anno in cui la parte superiore fu abbattuta per motivi di stabilità.

La pianta è un’ellissi poco eccentrica, con una monofora strombata sia all’esterno, sia all’interno ed una piccola abside. All’esterno, in alto, il coronamento di archetti pensili fu ripristinato nel restauro. L’edificio è coperto da una cupola semisferica.

Della chiesa romanica è conservato anche un capitello usato come base per vasi di fiori ed alcune decorazioni su pietra.

La pieve antica, restaurata nel 1675, venne demolita nel Novecento per far posto all’attuale enorme edificio, progettato da Giuseppe Gualandi ed innalzato negli anni fra il 1925 ed il 1935. L’interno fu decorato di affreschi nel 1959 da Luciano e Sara Bettini; conserva la pala dell’altar maggiore della chiesa precedente, dipinta nel 1620, con la Madonna ed i Santi Mamante e Marco, appesa di fianco a presbiterio. Altri due dipinti antichi rappresentano: il primo del 1632 la Madonna del Carmine e i Santi Sebastiano e Rocco, il secondo dello stesso periodo Sant’Antonio Abate. Il campanile fu terminato nel 1958.

Cenni storici a cura di Renzo Zagnoni.

  • Published: 24 Aprile 2025

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