Tra i Balzi dell'Ora - Difficile

Da La Ca' fino al Corno alle Scale

Il Parco del Corno alle Scale rappresenta l’attrazione naturalistica e paesaggistica più bella e frequentata di tutta la Valle del Reno. Non esiste soggiorno sensato nelle località dell’Appennino senza un’escursione nel Parco Regionale sito nel comune di Lizzano in Belvedere e facilmente raggiungibile dalle località ricettive più a valle, siano esse a Lizzano, Vidiciatico, Gaggio o Porretta Terme.

Questo itinerario è solo uno dei tanti possibili per il monte Corno alle Scale. Nella sezione “Trekking e Ciclismo Corno alle Scale” troverete tante altre possibilità escursionistiche.

Tempo richiesto: Una giornata.

Distanza percorso completo A/R da La Ca’ al Corno alle Scale: 16 km circa

Fattibilità: bus o auto fino alla località La Ca’, trekking fino alla Vetta.

ATTENZIONE: Sentiero impegnativo tra la Sboccata dei Bagnadori e il Corno alle Scale, con due tratti abbastanza esposti e non adatti a chi soffre di vertigini: i Balzi del Fabbuino e i Balzi dell’Ora, entrambi classificati “EE = difficile”. In fondo alla pagina il link per il sentiero CAI 129 su mappa API key.

Si ricorda di verificare sempre le condizioni metereologiche prima di mettersi in cammino e di procedere con abbigliamento adatto.

Descrizione del percorso:

Questo suggestivo e al tempo stesso impegnativo percorso inizia in una delle tanti ridenti frazioni del comune di Lizzano in Belvedere. Il borgo di La Ca’ (qui la posizione) dispone sia di alcune strutture alberghiere che di diversi locali in cui consumare un ottimo pasto a base di prodotti tipici del territorio. E’ inoltre facilmente raggiungibile anche in bus (qui gli orari) da Lizzano e Porretta. Questo itinerario è particolarmente consigliato ai più temerari e esperti amanti della montagna, e si snoda lungo il crinale più maestoso e impervio del Parco del Corno alle Scale fino ad arrivare alla vetta (1900 metri s.l.m.) da cui ammirare tutto il territorio circostante fino addirittura (tempo permettendo) al mar Tirreno.

  • L’itinerario vero e proprio inizia dall’agriturismo Ca’ Gabrielli (qui la posizione), a monte della frazione. L’agriturismo Ca’ Gabrielli è hotel, ristorante e stazione di posta per i cavalli. Maggiori informazioni sull’agriturismo nelle sezioni “Hotel e Ospitalità”, “Attività Corno alle Scale” e “Ristoranti e Taverne”. Da qui si snoda il sentiero CAI 129 che, attraverso un percorso fatto di pura natura, ruscelli incontaminati e scorci pittoreschi dell’Appennino, conduce fino al rifugio Sboccata dei Bagnadori (qui la posizione).
  • Dopo una breve sosta, potrete proseguire lungo il tratto più impegnativo e a tratti rischioso del sentiero CAI 129, per cui vi invitiamo alla massima prudenza. Si prosegue infatti verso la vetta del Monte La Nuda, da cui potrete iniziare ad ammirare la vastità delle valli circostanti, fino agli impressionanti Passo del Vallone e Balzi dell’Ora. Come già detto, il percorso è piuttosto esposto, ed anche se regala panorami veramente imperdibili, è necessaria la massima cautela nel percorrerlo.
  • Una volta superati i Balzi dell’Ora, inizia lo stupendo percorso di crinale del Corno alle Scale. Prima la croce di Punta Sofia (qui la posizione) da cui è imperativo lasciarsi a qualche scatto fotografico indimenticabile, poi finalmente la punta del Corno alle Scale, che domina imponente su tutti gli appennini circostanti e, se il tempo è bello, permette di vedere lontano fino al mare.

Arrivati a questo punto, diverse sono le opzioni che si possono intraprendere per ritornare a valle:

  • O ritornare a ritroso lungo il sentiero CAI 129 fino al rifugio Ca’ Gabrielli, alla frazione La Ca’ e poi a valle;
  • O proseguire lungo il sentiero CAI 129 fino al rifugio Sasseto (qui la posizione), poco più avanti;
  • O svoltare a sinistra lungo il sentiero CAI 117 (qui il link) che conduce al rifugio Segavecchia in due ore di cammino e poi più a valle fino al borgo di Pianaccio, da cui potrete rientrare a lizzano in bus (qui gli orari);
  • O tornare indietro lungo il sentiero CAI 129 fino al Monte La Nuda, da cui, a sinistra, lungo il sentiero CAI 327 (sentiero del campanile) potrete scendere in due ore e mezzo di cammino fino a raggiungere il bellissimo Santuario della Madonna dell’Acero, e da li rientrare in bus all frazione La Ca’ o Lizzano (qui gli orari). L’origine del santuario risale ad un periodo compreso fra la fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo. Sorse, come la maggior parte dei santuari della montagna, per la presenza su di un acero di un’immagine della Madonna che si cominciò e dire facesse miracoli. (maggiori informazioni nella sezione Chiese e Santuari).
  • Published: 25 Aprile 2025

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