Castelluccio è una piccola frazione a pochi chilometri da Porretta Terme (qui il percorso completo), raggiungibile sia in auto che in autobus (qui gli orari). Meta comoda e imperdibile per chiunque soggiorni a Porretta e in Alto Reno, il paese è attivo e ricco di iniziative sie per l’inverno che per l’estate.

Questa suggestiva località è famosa per diverse attrazioni turistiche, come il Castello Manservisi, il Museo Laborantes, la chiesa di Santa Maria Assunta e il suggestivo Santuario della Madonna del Faggio.

Per una visita completa suggeriamo di seguire l’itinerario “Scoprendo Castelluccio” nella sezione “Trekking e Ciclismo Alto Reno”. Ulteriori informazioni sul Museo Laborantes nelle sezioni “Attività Alto Reno e Castello” e “Storia Locale”. Ulteriori informazioni sulla storia del Santuario nella sezione “Chiese e Santuari”.

L’attrazione più importante è sicuramente il massiccio Castello Manservisi, formato da un complesso di edifici e da un grande parco. Oggi è centro espositivo, culturale e turistico  dell’alta valle del Reno. Ospita  mostre, incontri, concerti, proiezioni, eventi sportivi, feste, ma anche  matrimoni, convegni o corsi di formazione.

Luogo di grande fascino, sia che lo si ammiri dal piazzale ricoperto da lastre di pietra, sia che lo si guardi dal lato del parco che – anche le foto d’epoca – ci tramandano come luogo di feste e di piacere. Ancor più interessante è la visita all’interno dove dalle cantine con le volte in mattoni, ai grandi saloni, alle terrazze merlate con panorami sul Corno alle scale, fino alle torri usate durante l’ultima guerra come prigioni, si respira una atmosfera da film. E forse per questo il regista Pupi Avati scelse di girarci il film “una gita scolastica” nel 1983.

Troverete molte stanze arredate con i mobili d’epoca, altre con esposizioni di quadri e fotografie, fino alla stanza degli arazzi, con tele dipinte da Giacomo Lolli all’inizio del novecento. E ancora scaloni con le pareti dipinte con disegni di animali, tante targhe di pietra con motti o iscrizioni, i piatti di coccio smaltato con i nomi dei parenti del Manservisi. E non va tralasciata la mano in rilievo che trovate subito prima del cancello d’ingresso.

L’attuale assetto del Castello è frutto di una consistente ristrutturazione realizzata a fine ottocento da Alessandro Manservisi, allora proprietario di una delle più importanti sartorie di Bologna.

Infatti nel  600 era una villa dei Nanni-Levera, poi  dal 1886 venne rivestita da Alessandro Manservisi con un abito neo-medioevale;  ne uscì un castello neogotico con torri,  portici, e archi a sesto acuto.   Per i lavori furono chiamati abili scalpellini,  e maestri  del ferro battuto a mano  che hanno confezionato grate, lampioni, anelli  che ancora si possono ammirare. tra 800 e 900,  per oltre venti anni sarà  luogo di intrattenimento e piacere tipico della belle epoque , valorizzato dalla vicinanza delle terme di Porretta.

Alessandro Manservisi muore nel 1912  e il Castello diventa  per 60 anni colonia estiva  per bambini e bambine. Negli ultimi anni del 900 si prova a farne un albergo, poi diventa un ristorante … poi inizia il degrado. Per questo nel 2009 nasce una associazione di volontariato che si impegna a gestirlo e a ridarlo a nuova vita.

Nel link in fondo alla pagina trovate tutte le informazioni utili per la visita del Castello e del Museo attiguo.

  • Published: 24 Aprile 2025

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