Suggeriamo di unire la visita a questo santuario con il percorso completo da Granaglione. Per maggiori informazioni scorrere il percorso “L’Anello di Granaglione” nella sezione Trekking e Ciclismo Alto Reno.
Verso la metà del Cinquecento don Simone Vivarelli, scampato al pericolo di una frana di sassi proprio in questo luogo, fece dipingere sulla roccia un’immagine della Madonna. Nel 1635 i Granaglionesi costruirono il santuario come ex voto per essere scampati alla grande peste. L’edificio venne ampliato all’inizio del Novecento, il campanile venne eretto nel 1825 e le campane collocate nel 1833.
L’immagine della Madonna è una maiolica di Faenza, che nel 1954 sostituì la precedente su tela, molto deteriorata, che a sua volta aveva sostituito l’immagine dipinta sulla roccia, che risaliva ai tempi di don Simone. Le due scale che salgono all’immagine imitano la struttura del santuario bolognese della Madonna di San Luca.
Sugli altari laterali due dipinti: il primo, probabilmente di impianto cinquecentesco, rappresenta i Santi Giovanni Battista, Antonio di Padova (ridipintura più recente) e Lorenzo, il secondo la morte di San Giuseppe.
Nei secoli XVII e XVIII il santuario fu custodito dal “romitto”, l’eremita che risiedeva nel piccolo romitorio, poi ampliato.
La festa principale si celebra il 15 agosto di ogni anno, festa liturgica dell’Assunzione della Vergine.
Cenni storici a cura di Renzo Zagnoni.
- Published: 24 Aprile 2025
